Sono rimasto profondamente impressionato dai primi discorsi e dalle prime omelie di Papa Francesco.
“Mantenere viva la memoria di quanto è accaduto è un’esigenza non solo storica, ma morale. Non bisogna dimenticare! Non c’è futuro senza memoria. Non c’è pace senza memoria”
Omelia della Prima Messa celebrata da don Emilio Grasso il 1° novembre 1966 a Roma, nella Chiesa di San Saturnino, ove il giorno precedente era stato ordinato sacerdote.
Emilio Grasso è nato a Roma l’11 giugno 1939.
Nella prima infanzia visse l’esperienza della guerra, con il papà internato in un campo di concentramento in Africa, che conobbe solo all’età di sei anni, e la mamma che tra molte difficoltà e grandi fatiche provvide ai tre figli.
l’invito ad intervenire nella pubblicazione da te curata, in occasione del 50° anniversario di fondazione della parrocchia di San Giuseppe Artigiano, mi ha riportato al cuore degli anni Sessanta, che hanno costituito uno svincolo ineludibile per la comprensione della storia che oggi viviamo...
Da oggi la vostra responsabilità è immensa. Il vostro compito supera le vostre umane possibilità. Da soli siete destinati al fallimento. Io, come prete di Cristo, vi ho addossato la responsabilità del mondo intero, perché, se è vero che la carità ha per oggetto concreto
La vostra fedeltà al Vangelo ed alla Chiesa, in comunione obbediente e sincera al nostro amatissimo Vescovo, non potrà sottrarvi, anzi vi obbligherà a parlare sinceramente nella Chiesa di tutto ciò che voi crediate opportuno parlare.
Molte volte noi cristiani ci domandiamo perché la nostra fede sia tanto debole e, soprattutto, perché non produca i frutti che desidereremmo. In effetti, ci impegniamo, soffriamo, preghiamo, consumiamo tutte le energie per fare ciò che, secondo il nostro parere, è la volontà del Signore...
Miei carissimi, nel momento del distacco dopo due anni vissuti insieme nello scambio sincero ed appassionato dei nostri bisogni, speranze, angosce, delusioni, illusioni, pensieri, azioni; dopo due anni nei quali voi siete stati la mia più grande gioia e preoccupazione, il mio unico affanno e sollievo;
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