Mentre a Mosca, ieri, il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin parlava con il Ministro degli Affari esteri russo S. Lavrov di diverse delicate crisi regionali, tra cui quella lunghissima e drammatica del Venezuela, a Caracas...
VENEZUELA: A CARACAS È SALTATA OGNI RAZIONALITÀ POLITICA
Il capo della Giunta civico-militare, Nicolás Maduro, ormai in permanente stato confusionale
Mentre a Mosca, ieri, il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin parlava con il Ministro degli Affari esteri russo S. Lavrov di diverse delicate crisi regionali, tra cui quella lunghissima e drammatica del Venezuela, a Caracas, il Presidente del Governo civico-militare Nicolás Maduro, in una logorroica e interminabile conferenza stampa, ha evidenziato che nel suo pensiero e nelle sue strategie e tattiche ormai si è rotto qualche meccanismo. Leggendo le cose che ha detto viene il sospetto che Maduro non stia ragionando neanche con un minimo senso della realtà. Sul Vaticano quanto ha detto il governante venezuelano rivela una sola cosa: è fuori di sé e farebbe meglio a non tornare sulla questione per evitare ulteriori danni non solo alla sua già triste immagine ma soprattutto al Paese.
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A Mosca, e ora i termini delle informazioni sono chiari e precisi, il cardinale Segretario di Stato ha chiesto al Governo della Federazione russa un suo maggiore e più incisivo coinvolgimento nella crisi venezuelana; in concreto, il porporato, nel ricordare i rapporti speciali tra Russia e Venezuela – molto solidi e forti, soprattutto dal punto di vista economico e anche ideologico – ha voluto auspicare che i governanti russi aiutino ancora di più perché nel Pase sudamericano si trovi la via pacifica e democratica, l’unica giusta e possibile, per risolvere il conflitto. Queste parole hanno chiarito subito un equivoco circolato alcune ore sulla stampa russa. Alcuni articoli ieri hanno parlato di una richiesta russa al Vaticano con la quale si incoraggiava una sorta di nuova “mediazione” tra il Governo e le opposizioni. Ma non era così e ora conosciamo i termini veri dello scambio di opinioni tra Parolin e Lavrov. Tra l’altro, sempre ieri, Lavrov, pubblicamente e per la prima volta, ha ammesso che Mosca ha sempre sostenuto la mediazione di Unasur e il ruolo della Santa Sede, e quindi ha ribadito la necessità di soluzioni negoziate e consensuali per la crisi, esortando le parti “esterne” a lavorare in questo senso.
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A Caracas, però, Maduro e i suoi erano in un altro mondo, quasi posseduti da una sorta di maledizione logorroica irrefrenabile.
Ovviamente Maduro, ieri, nella sua lunga conferenza stampa nei saloni del Palazzo Miraflores, ha ignorato di sana pianta quanto stava accadendo a Mosca, seppure alcuni passaggi dell’incontro Parolin-Lavrov lo riguardavano direttamente e personalmente. Ha fatto finta di non sapere nulla.
Il leader della Giunta civico-militare ha scelto un’altra strada, confusa, contorta, insensata.
Ecco quanto ha detto Maduro.
1) Per primo ha rivelato di “mantenere buoni rapporti” con Papa Francesco e di rispettare “l’etica e lo spirito” del Pontefice. Maduro non ha detto nulla però delle molte occasioni in cui non ha avuto per il Papa nessuna considerazione, così come nulla sulle volte in cui ha provato ad usare politicamente Francesco per trarne meschini vantaggi politici. Si pensi, solo per ricordare un momento fondamentale recente, al totale disprezzo di Maduro – anche pubblico – nei confronti della Dichiarazione della Segretaria di Stato che chiedeva di non istallare la famigerata Costituente. La risposta del governante è stato un ennesimo, gratuito, attacco al cardinale Parolin.
2) Maduro che, come è risaputo, nulla ha risposto agli appelli vaticani affinché si stabilisca un dialogo con l’opposizione per raggiungere accordi pacifici e democratici, ora si presenta come vittima e, con toni disgustosi e patetici, chiede al Papa aiuto per evitare che il Presidente Trump invada il Venezuela. “Che il Papa ci aiuti a impedire che Trump lanci contro di noi i suoi soldati e dunque invada il Venezuela. Chiedo aiuto al Papa contro la minaccia militare degli Stati Uniti. Lui non mi deve abbandonare, non ci deve abbandonare”.
Cosa dire se non l’unica possibile: Maduro è ridicolo.
Tutti sanno che Trump non è in condizione di far sbarcare marines in Venezuela. Sanno anche che Trump è un “maestro” delle minacce e dei toni enfatici perché è un venditore e non uno statista. Poi, se eventualmente ed ipoteticamente, Trump potesse veramente attaccare il Venezuela, cosa può fare il Papa? Dire di “no” e basta. Tra l’altro a questa prospettiva i vescovi venezuelani hanno già dato una riposta chiara, rifiutando qualsiasi tentativo di violazione della sovranità nazionale. E ovviamente è anche questa la posizione vaticana che mai ha approvato o applaudito invasioni militari (fossero statunitensi o sovietiche).
Perché Maduro sembra non capire?
No, lui capisce e bene. Vuole fare il furbo e creare il fantasma dell’attacco militare per mobilitare in sua difesa il resto dell’umanità. La sua, però, è una volgare manovra mediatica alla quale crede solo lui e i suoi. Difficilmente ci cascheranno il Vaticano, il Papa e la diplomazia internazionale.
Ancora una volta Maduro trasforma cose molto serie in mirabolanti giochi propagandistici.
3) Maduro ormai non possiede neanche un millimetro di credibilità. I suoi ragionamenti sono tanto confusi quanto insensati.
Da un lato rende omaggio al Papa, strombazza buoni rapporti con il Pontefice, chiede aiuto al Santo Padre affinché il Vaticano fermi un’invasione militare, ma al tempo stesso torna ad attaccare il cardinale Segretario di Stato del Papa, Pietro Parolin, e la Conferenza Episcopale Venezuelana. Insomma per Maduro, il Papa e il suo Segretario di Stato sono due cose completamente diverse e forse in opposizione.
Non sono normali le cose che dice Maduro. Qualcosa di severo attraversa la testa di Maduro.
Ieri ha detto di essere fiducioso che il Papa “continuerà aiutando nel cammino del dialogo, della pace, dell’intesa e della difesa della sovranità del Venezuela”.
Ma di cosa parla questo signore? Quali sono e dove stanno il “dialogo, la pace, l’intesa” di cui parla?
In pochi giorni ha destituito il Procuratore Generale, costringendolo a fuggire dal Paese per salvare la sua libertà e forse la sua vita; ha schiacciato il Parlamento eletto democraticamente mettendo al suo posto un’assemblea di fantocci, illegale e illegittima; ha continuato ad arrestare centinaia di oppositori e ora cominciano a venire fuori gravissime e inaccettabili sparizioni, come quella del Generale in pensione Isaias Baduel.
Poi Maduro ieri ha così concluso il suo delirio finale: “Io mi appello allo spirito del vero cristiano del Papa. Io di lui mi fido. Il Vaticano e la Segreteria di Stato sono un’altra cosa. Su questa materia non parlo. Non parlo neanche della Conferenza Episcopale Venezuelana, che è un’altra cosa. Tutti loro siano giudicati dai popoli, dai cattolici”.
Fin qua le ultime farneticazioni di Nicolás Maduro. La domanda è pertinente: Si può prendere sul serio un politico come Maduro?
(A cura redazione “Il Sismografo”)
© Il Sismografo - 23 agosto 2017
Foto a cura della redazione di www.missionerh.it